Come leggere l’etichetta prodotti

Per legge, l’etichetta alimentare è definita come “l’insieme delle menzioni, delle indicazioni e dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono ad un prodotto alimentare e che figura direttamente sull’imballaggio o sulla confezione o su una etichetta appostavi o sui documenti di trasporto”.

Il requisito principale dell’etichetta alimentare è quello di INFORMARE il consumatore sulle reali caratteristiche del prodotto, al fine di orientarne al meglio la scelta commerciale. Ciò prevede, quantomeno, una totale chiarezza e il divieto verso qualunque tipo di illusione qualitativa e nutrizionale.

I requisiti da garantire tramite l’etichetta alimentare sono:

Chiarezza

Leggibilità (tipografia e dimensioni) e Facilità di lettura (grafica)

Indelebilità

Secondo questi criteri, il produttore è tenuto a citare con attenzione soprattutto le seguenti specifiche:

Marca

Denominazione

Peso sgocciolato (privo delle porzioni non eduli come, ad esempio, il liquido di governo)

Quantità netta (priva di tara)

Le stesse etichette per tutti gli alimenti? Oppure no?

Il 25 ottobre 2011, il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri hanno adottato il Reg. UE 1169/2011, con il quale vengono abrogate le direttive 2000/13/CE e 90/496/CE, proponendo alcune variazioni al fine di appianare le divergenze presenti tra i vari paesi membri.

Tali discrepanze (logica conseguenza di specifici interessi industriali, agricoli ecc.) interferivano col libero scambio delle merci, poiché regolamentato da: tracciabilità in condizioni di emergenza sanitaria e tutela della salute dei consumatori.

Tale Regolamento, pubblicato in GUE il 22.11.2011, diverrà operativo dal 13 dicembre 2014 (eccetto l’obbligatorietà della dichiarazione nutrizionale che avverrà dal dicembre 2016) e interessa ESCLUSIVAMENTE i prodotti pre-confezionati o pre-imballati; nel caso in cui il prodotto venga proposto senza confezione o venga pre-imballato sul punto vendita, le indicazioni da apporre obbligatoriamente sono a discrezione dello Stato membro (art. 44).

Le 5 Regole Fondamentali per Comprendere l’etichetta dei prodotti preconfezionati

REGOLA NUMERO UNO: etichette ricche di indicazioni alimentari sono sinonimo di qualità del prodotto

Tante più indicazioni sono presenti sull’etichetta e tanto migliore sarà il giudizio alimentare su quel determinato prodotto.

Generalmente, un prodotto di qualità viene valorizzato elencando le sue proprietà nutrizionali e pubblicizzando la natura e l’origine dei suoi ingredienti.

Per esempio la dicitura “olio extra vergine di oliva di prima spremitura ” anziché “olio di oliva” valorizza il prodotto, perché specifica una caratteristica ben precisa di un suo ingrediente.

Il produttore è obbligato, per legge, a rispettare la veridicità delle informazioni riportate in etichetta, per cui il termine “extravergine di prima spremitura” dev’essere per forza di cose veritiero.

La descrizione del metodo di produzione, certificazioni di qualità, ricette e numero verde di assistenza clienti contribuiscono ad elevare ulteriormente la qualità del prodotto.

REGOLA NUMERO DUE: gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità

L’ordine con cui gli ingredienti appaiono in etichetta non è casuale, ma è regolato per legge. In particolare i vari componenti devono comparire in ordine decrescente di quantità. Significa che il primo ingrediente dell’elenco è più abbondante del secondo, che a sua volta è più abbondante del terzo e così via.

Pertanto, controllando l’ordine degli ingredienti di due prodotti simili possiamo farci un’idea su quale dei due sia qualitativamente migliore. Se per esempio nell’etichetta alimentare di due biscotti l’ordine di olio extra vergine di oliva e margarina è invertito è meglio scegliere quel prodotto in cui l’olio extra vergine di oliva compare per primo.

ATTENZIONE ALLE TRUFFE: Poiché gli ingredienti appaiono in ordine di quantità, alcune etichette alimentari possono trarre in inganno il consumatore. Se per esempio vengono utilizzati due tipi diversi di grassi (margarina e strutto), questi compaiono in etichetta come due ingredienti distinti. In realtà appartengono entrambi alla categoria dei grassi e nel loro insieme possono rappresentare un quantitativo superiore (ad es. 25 + 25 = 50%) a quello impiegato per la produzione di un secondo prodotto in cui il termine strutto compare prima tra gli ingredienti (40%) ma che non viene associato ad altri grassi. In questo caso il contenuto lipidico del secondo prodotto è inferiore.

REGOLA NUMERO TRE : controllare il peso netto/sgocciolato dell’alimento

Accade spesso che il consumatore sia tratto in inganno dalle dimensioni delle confezioni.

Prendiamo per esempio due tavolette di cioccolato delle stesse dimensioni. La prima costa 1 euro ed è spessa 1 cm (100 grammi), mentre la seconda costa 0,90 € ed è spessa 0,6 cm (60 grammi). Se il consumatore sceglie il cioccolato in base alla dimensione della confezione sarà portato ad acquistare il secondo prodotto, ignaro della differenza di peso dei due alimenti.

REGOLA NUMERO QUATTRO: non fare troppo affidamento all’immagine riportata in confezione.

Come riportato (anche se con il vecchio trucco dei caratteri minuscoli) sull’etichetta alimentare, l’immagine illustrativa sulla confezione ha il solo scopo di richiamare l’attenzione del consumatore e non è necessariamente legata all’aspetto reale del prodotto.

Allo stesso tempo è bene verificare l’integrità della confezione accertandosi che non presenti segni di danno o rigonfiamenti.

ATTENZIONE ALLE TRUFFE: non fidatevi della scritta promozionale “senza zucchero” ma leggete attentamente le etichette. Se tra gli ingredienti compare una delle seguenti diciture “sciroppo di glucosio” “sciroppo di fruttosio” “maltosio” “amido di mais” “sciroppo di cereali” l’alimento contiene indirettamente dello zucchero. Queste sostanze infatti hanno un alto indice glicemico che le rende del tutto simili al saccarosio

REGOLA NUMERO CINQUE: perché non dare una mano all’ambiente?

A parità di qualità e prezzo è buona regola preferire alimenti confezionati con materiale riciclato/riciclabile.

Fidarsi è bene, Non fidarsi è meglio

Fare la spesa usando il cervello e non gli occhi: se il colore di un alimento è troppo appariscente, confrontatelo con il prezzo. Se costa poco sicuramente sono stati impiegati coloranti artificiali.

Per esempio: Esselunga non aveva bandito l’olio di palma? perchè lo troviamo nei prodotti Smart?

 

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