Caprotti, a un anno dalla scomparsa il suo ricordo divide ancora la famiglia



Un anno fa all’età di 91 anni, veniva a mancare Bernardo Caprotti, patron di Esselunga, imprenditore schivo e dedito al lavoro che ha creato un colosso della grande distribuzione con 22mila dipendenti che ha valore stimato superiore a 7 miliardi di euro.

Il 70% dell’azienda è stata lasciata alla moglie Giuliana Albera e alla loro figlia Marina, mentre i figli del primo matrimonio Giuseppe e Violetta hanno ereditato il 15% ciascuno del colosso dei supermercati. Nel primo anniversario della scomparta, la famiglia avrebbe pensato di celebrare la ricorrenza con una messa presso il Duomo che è il simbolo di Milano. Ma nonostante l’accordo tombale firmato da tutti gli eredi lo scorso giugno, per garantire la gestione dell’Esselunga e una futura via d’uscita dall’azionariato di Giuseppe e Violetta, la famiglia resta ancora divisa.



Durante l’onoranza funebre dello scorso 3 ottobre, per non creare imbarazzo tra i due rami di eredi, era perfino stata chiesta una modifica del rito ecclesiastico, facendo togliere dall’omelia l’atto dello scambio della pace. Ora pare invece che alla messa per la ricorrenza del primo anniversario, Giuseppe e Violetta non siano stati invitati a partecipare.

Peraltro l’imprenditore aveva lasciato un ampio e dettagliato testamento che disponeva persino di come e dove celebrare il suo funerale: “Che sia al mattino, il più presto possibile, onde non disturbare il prossimo” aveva scritto Bernardo nelle sue ultime volontà (il documento), e nella chiesa di “San Giuseppe che è a 300 metri da casa”, ovvero la residenza della famiglia di via del Lauro.

L’imprenditore chiedeva poi a familiari e congiunti, che il rito fosse in forma privata e che nessuno facesse annunci o necrologi, “sarebbero paginate di fornitori cortigiani”. Invece la moglie, la figlia e il genero Francesco Moncada hanno voluto ricordarlo oggi con una funzione solenne, di pomeriggio, nella chiesa più maestosa della città dove l’imprenditore ha vissuto e lavorato per tutta la vita. Scelta che ha riaperto la frattura con l’altro ramo della famiglia. Non a caso la figlia di primo letto Violetta ha manifestato pubblicamente il suo dissenso, attraverso un necrologio pubblicato sul Corsera: “Caro papà, oggi c’è una Messa in Duomo per te, cosa che non è certo nel tuo stile. Siamo stati così vicini che nessuno ci potrà mai separare. Per sempre sarai nel mio cuore”..

http://www.repubblica.it/economia/2017/09/30/news/funerali_bernardo_caprotti_commemorazione-176919339/?rss

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